La singolarità della vita di Gianluigi Pescio sta nel fatto ch’egli, oltre ad essere un valente e qualificato chirurgo è, congiuntamente, un impegnato e sincero artista. Nelle sue opere rivela, in alternativa ad un lavoro di grande responsabilità pragmatica ed umana, ideali poetici e sentimentali. Ogni fase della sua pittura è strettamente legata e riconducibile a particolari momenti della sua vicenda umana ed è, di conseguenza, caratterizzata da profondi significati riferibili alla sua indole di artista leale e schietto che dipinge soprattutto per se stesso.
Le frequenti variazioni stilistiche, spesso riadducibili ad un solo quadro, le lunghe pause e i ripensamenti espressivi che costellano il suo operare hanno anch’essi un’importanza sintomatica del suo personalissimo modo di affrontare l’arte: segni evidenti di intima sofferenza e insoddisfazione, stati d’animo comuni a molti artisti del passato e contemporanei.
Inizia a dipingere nel 1968 sotto la guida del maestro GB Graffigna, raffinato acquerellista, delicato pittore ad olio; fra il 1973 e il 1974 realizza quadri di grande potenza espressiva che rivelano le sue innate capacità artistiche…..La sua pittura è legata a ragioni di vita e spiritualità. Un’arte veramente personale, spontanea, autentica, espressa con quadri saldi e chiari di suggestive atmosfere. In perfetta sintonia con la sua opera pittorica, s’ambientano le sottili poesie e i gradevoli racconti….

Rodolfo Falchi, Storico dell’Arte, scrittore



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